Non aver paura di dire la tua

I soldi non fanno la felicità, ma la felicità è fatta di scelte, e senza soldi non abbiamo scelta.

Quello che nessuno ha il coraggio di dire.

Stiamo vivendo una pandemia globale, ci stiamo nutrendo di speranza, coraggio e determinazione. Stiamo vivendo conflitti interiori, conflitti di massa, conflitti morali!

Stiamo sopravvivendo, ma chi ci sta rimettendo di più?

Ci stanno rimettendo i bambini, le loro madri, i padri di famiglia, e i giovani.

Esatto, troppo spesso si sottovaluta quanto questa situazione influisca sulle loro vite.

Giovani, quelli lasciati allo sbando perchè ormai adulti, con alle spalle troppo poca esperienza o troppo studio. Giovani ricchi di idee e di entusiasmo che lottano per essere accolti nella società, nella loro terra natia. 

Quanti di noi stanno cercando di emergere già solo per poter essere rispettati per quello che siamo, e non per quello che, in futuro, diventeremo?

Veniamo sottopagati, maltrattati verbalmente, denigrati per il nostro poco tempo su questa terra.

Costretti a cercare mille strade, fatte di tirocini gratuiti, messa a disposizione della nostra volontà, del nostro tempo, delle nostre energie fisiche e mentali pur di avere in cambio, semplicemente, un posto nel mondo. 

Ma questo non basta, veniamo criticati se abbiamo troppo entusiasmo perchè “troppo convinti”. Allora ci viene intimato di abbassare la cresta, di essere umili, di essere disponibili oltre l’orario di lavoro, ci viene detto di “portare rispetto” a chi è più grande di noi, lo stesso rispetto che ci viene negato.

Ovvio, siamo i più giovani, possiamo essere trattati come schiavi, conta che non lo andiamo a dire in giro.

Ovvio non è così ovunque, non tutti gli imprenditori ragionano allo stesso modo, non tutti gli adulti sono uguali (grazie a Dio) eppure, non possiamo chiudere gli occhi di fronte tutto questo.

Sono situazioni all’ordine del giorno.

Causano ansia, depressione, disturbi alimentari, disturbi intestinali, creano disagio, fobie, corrodono gli animi dall’interno abbassando drasticamente ciò che ci permette di andare avanti ogni giorno, ossia la nostra autostima e fiducia in noi stessi.

Ecco l’annullamento della nostra persona, ecco che tacitamente la società ci ha “messo al nostro posto” senza neanche darci lo spazio e il tempo di opporci.

Per favore, osservate i vostri compagni, i vostri figli, e guardate nei loro occhi. Noterete che vi è amarezza, rassegnazione e un velo di tristezza.

Siamo in crisi, ma non per colpa della pandemia, non per colpa dell’economia, siamo in crisi per la dignità e l’integrità sociale e morale che non ci viene riconosciuta.

E adesso parliamo di soldi.

I soldi sono il mezzo tramite il quale ogni persona sceglie il modo in cui potersi realizzare. Da chi ne ha troppi a chi troppo pochi, ciò che ci viene detto è che i soldi non fanno la felicità.

Eppure, io credo che i soldi portino a una cosa molto più preziosa, la possibilità di scegliere il proprio futuro.

Università, master e specializzazioni, corsi di studio professionalizzanti, tirocini non pagati, tesi e progetti di laurea, tutto questo per ricavare esclusivamente TITOLI ed ESPERIENZA.

Gli stessi che difronte la persona sbagliata sembrano perdere tutto il loro valore.

E poi, all’improvviso: “Quel corso non vale niente se non hai fatto quell’altro corso”, “Cerchiamo ragazze di bella presenza, con voglia di lavorare non contano i titoli di studio (ma che non si lamenti se la sotto paghiamo) o ancora “ Hai scelto di studiare perchè non hai voglia di lavorare”, “Lavori perchè non hai voglia di studiare”, “Sei troppo piccolo per dirmi cosa devo fare, non contano le tue specializzazioni”, “La mia esperienza conta più del tuo studio teorico”, “La nostra azienda assume solo personale con almeno 2 anni di esperienza nel settore”, “Per fare questa specialistica dovevi fare quest’altra università, molto simile, con molti esami in comune, ma vedi..ha un codice diverso”, “Il posto è stato già preso, non ha le tue competenze ma lo paga lo stato col servizio civile”, “Lo stipendio è un rimborso spese perchè sei tu che devi ringraziare noi che ti stiamo formando”.

Potrei continuare all’infinito, potrei arrabbiarmi, potrei piangere, potrei deprimermi, ma non lo farò. Perchè non serve agire d’istinto, serve usare il cervello, le emozioni e le parole e comunicare.

Ti comunico che tutti i tuoi pregiudizi, i tuoi pensieri, tutto ciò che credi e che pensi di sapere riguardo noi ragazzi, dai 18 ai 30 anni ormai, sono le nostre tombe, quelle in cui vengono seppelliti i sogni, le idee e le speranze.

Perchè adesso stiamo tutti in crisi e lottiamo per la sopravvivenza, ma noi siamo sempre stati qui, fra la speranza, la paura di non essere abbastanza e i limiti dei tuoi pregiudizi.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto fra di noi.

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