Voci interiori

Quanto ascoltiamo noi stessi?

Con questo articolo capirai:

  • Come migliorare la comunicazione e l’ascolto interiore
  • Perché porre attenzione ai condizionamenti esterni
  • Il valore delle emozioni

Piacere di incontrarti, sono Fra. Oggi cercherò di comunicare con te attraverso le mie parole, quelle che in questo momento la tua “vocina” interiore sta leggendo ad alta voce nella tua mente.

Voglio parlare proprio di lei, e di quanto tu la stia a sentire!

È, a mio avviso, assolutamente fantastico che l’essere umano sia capace di interiorizzare la propria voce, pensare, e comunicare con se stesso e gli altri. E comunichiamo non solo attraverso la nostra voce, ma con il corpo, coi gesti, con la mimica facciale, con la nostra postura, con la prossemica!

Non possiamo non comunicare.

 Attraverso il linguaggio verbale e non verbale parliamo agli altri di noi stessi, trasmettendo messaggi, informazioni ed emozioni che talvolta possono essere protagonisti dei cosidetti fraintendimenti.

Spesso diciamo che questi “errori” nelle comunicazioni sono dovuti al fatto che l’altro non ci sta prestando attenzione, ma in realtà sono davvero tante le interferenze che possono portare a incomprensioni: errori di decodifica delle informazioni, contesto emotivo compromesso, linguaggio ermetico e ambivalente!

In sostanza, avviene una comunicazione che risulta “disturbata” e poco efficace.

Non credo vi sorprenderà sapere che questi fraintendimenti hanno luogo, anche e soprattutto, all’interno di noi stessi.

Ecco che mi trovo a dover chiamare in causa uno dei concetti più significativi per me ; l’ascolto.

In questo caso facciamo riferimento proprio all’ Ascolto Interiore, ma cosa dobbiamo ascoltare? A cosa dobbiamo prestare attenzione?

In questo articolo parlerò di “Voci Interiori” per alludere proprio al tipo di comunicazione che attuiamo con gli altri, ma all’interno di noi stessi. Ecco che diveniamo sia soggetto che oggetto di comunicazione del nostro dialogo interiore.

Ebbene sì, sappiamo che dentro di noi avvengono molteplici comunicazioni e connessioni tra le nostre cellule, i nostri neuroni etc. Per semplificare il discorso vi invito a pensare che il nostro corpo e la nostra mente si scambiano di continuo messaggi e informazioni, basti pensare al dolore!

Quante volte abbiamo sbattuto il mignolo nello stipite della porta e abbiamo capito che probabilmente ci saremmo potuti fare seriamente male, e che non era cosa buona e giusta? Quante volte il nostro corpo ci fa capire i suoi limiti e le sue peculiari fragilità attraverso il dolore?

Eppure, ora che vi ho fatto riflettere con questo esempio, vi invito a pensare a quante volte avete sperimentato su voi stessi un diffuso senso di malessere senza riuscire a capirne la causa scatenante e avete chiesto a Google di diventare il contenitore emotivo delle vostre preoccupazioni?

Ottimo, siamo tutti nella stessa barca, il problema è che navighiamo in mari diversi, il nostro!

Purtroppo, siamo arrivati a livelli tali di dissociazione da noi stessi che spesso non siamo nemmeno capaci di percepire un male finché non diventa troppo pesante da sopportare, altrimenti, semplicemente lo ignoriamo.

 Stiamo trascurando noi stessi.

 Stiamo evitando di porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo dentro, non solo a livello fisico e corporale, ma a livello emotivo!

Capite quanto sia importante allenarsi all’ascolto interiore? Ma da dove iniziare?

Partiamo dalle voci interiori più superficiali, quelle presenti ad ogni scelta che facciamo, quelle che parlano la nostra stessa lingua. Sto parlando di quelle voci che abbiamo interiorizzato dalla nostra cultura e dapprima dalla nostra educazione genitoriale. Quelle vocine sempre presenti nel giudicare giuste o sbagliate le nostre azioni, quelle che ci spingono verso determinati obiettivi scartandone altri, quelle stesse voci che spesso ci giudicano, che ci portano a confrontarci eccessivamente con gli altri, che ci dicono :“Non puoi farcela”, “Non sei abbastanza…”.

Come dicevo, siamo tutti nella stessa barca.

È normale che in questa epoca all’insegna dei social, così severa, con questi standard di bellezza indecenti, e la smania diffusa di volere sempre di più ed essere sempre i migliori in tutto, abbiamo iniziato a interiorizzare questi messaggi e lo abbiamo fatto prestandogli una voce, la nostra.

Dobbiamo partire da loro che sono le più grandi interferenze per quanto riguarda l’ascolto delle nostre reali necessità.

Riconoscerle è il primo passo per togliere loro quel potere che noi stessi gli abbiamo dato.

Dopo aver accuratamente posto in discussione ogni concezione interna legata a questa dimensione, non ci resta che addentrarci all’interno di un mondo ancora più nascosto ma onnipresente all’interno di noi stessi, il mondo delle emozioni!

Lo sapevate che il cervello “razionale”, tipico dell’essere umano, si è evoluto esteriormente al sistema limbico, guarda caso quello riguardante la sfera emotiva, e al cosiddetto cervello “rettiliano” più antico, sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome?

In poche parole, prima di essere animali logico-razionali, siamo degli animali emotivi!

È assurdo pensare di ascoltarci senza dar voce alle emozioni, fondamentali in ogni nostra scelta nella vita e così presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Da oggi provate ad accorgervene.

Sono sempre lì, nella nostra pancia, nella nostra testa, e ce ne accorgiamo solo quando stiamo male e siamo “stressati”, ma loro sono li anche quando stiamo bene, semplicemente non ce ne occupiamo!

Nel prossimo articolo parlerò di “Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri” perché questo meraviglioso viaggio che riguarda noi stessi e l’ascolto della nostra intimità ha mille strade e intrecci e dobbiamo essere pronti, allenati e attenti nel dare voce, la nostra voce, a ciò che abbiamo dentro.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.