Basta avere paura del giudizio altrui!

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L’apparire e l’essere sono due cose distinte, ma in un certo qual punto coincidono. Che sia una foto condivisa sui social o la prima impressione che diamo, giudichiamo e siamo giudicati continuamente.

Non è sempre semplice trasmettere ciò che si è, ciò che si pensa. Non è facile “farsi capire” ed esprimersi al meglio. E non è roba da poco farsi un’idea su una persona, una situazione o un concetto.

Ciò che fa la differenza è l’attenzione che si impiega a valutare la realtà. Eppure, ciò che conta di più è di certo il giudizio che abbiamo di noi stessi.

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Da cosa nasce il giudizio e perché ci fa paura?

Giudizio e Pregiudizio

Il pregiudizio è “un’opinione preconcetta, capace di far assumere atteggiamenti ingiusti specialmente nell’ambito del giudizio e dei rapporti sociali”.

Il rischio è quello di “non spingersi oltre” e generalizzare il proprio pensiero creando rigidità mentale. La chiusura e la convinzione sono i nostri peggiori nemici e creano situazioni spiacevoli e fraintendimenti che minano la nostra autostima e autoefficacia.

Il giudizio invece viene inteso come “La capacità individuale di valutare o definire”. 

È normale farsi delle idee riguardo le cose, i fatti, le persone, basandosi sulla propria esperienza e capacità di comprensione del mondo e dell’altro.

Il problema sta nel modo e nei motivi per cui questi giudizi vengono espressi.

Quando questi minano o condizionano negativamente l’altro, la sua immagine e la sua dignità, significa che qualcosa sta sfuggendo di mano. In questi casi sarebbe meglio chiedersi “Sono vittima o carnefice, o entrambi?”

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Esprimere giudizi

Quando esprimerci? Come? Perchè?

Credo dipenda da tante variabili.

Bisogna considerare il contesto, l’ambiente esterno tanto quanto quello interno, i sentimenti le emozioni dell’altro, il ruolo che si possiede in una determinata situazione, il motivo che ci spinge a parlare…

Il punto è rispettare gli altri, sempre e comunque. Bisogna capire che fondamentalmente non siamo tutti uguali e ciò che “va bene” a noi non è detto che vada bene anche agli altri.

Oggi possiamo assistere a un impoverimento del dialogo e dello scambio verbale di idee nell’ambito delle relazioni. C’è difficoltà nel comprendersi a vicenda e poca voglia e tempo di farlo.

La superficialità con cui viviamo certe situazioni e ci esprimiamo non porta alla fine a soddisfare i nostri più grandi bisogni: comprensione, sicurezza, sostegno emotivo e relazioni affidabili.

La paura del giudizio

Se uniamo a tutti questi fattori la fragilità nei nostri stessi confronti e la poca autostima, il timore di non essere socialmente accettati, capiremo che la paura del giudizio altrui condiziona molto le nostre vite.

La paura mina le nostre scelte, le nostre azioni, i nostri comportamenti e influenza la percezione personale e l’immagine mentale che abbiamo circa noi stessi.

Come smettere di aver paura?

La soluzione non è “fregarsene” ma valutare che peso dare ai giudizi altrui, primaditutto distinguendoli dai pregiudizi, e in secondo luogo in base a quanto una persona conta per noi.

Quando ci sentiamo feriti, fraintesi, o peggio umiliati, possiamo sperimentare vergogna verso noi stessi ed è per questo che dobbiamo partire dal nostro giudizio su noi stessi.

Valorizzando i nostri punti di forza e cercando le vulnerabilità personali riusciremo ad accogliere i nostri difetti senza sottovalutare i nostri pregi.

Riconoscersi imperfetti e fragili sarà sempre la nostra forza maggiore.

Siamo umani e non dobbiamo avere vergogna di noi stessi ma di quanto siano miopi le persone che in talune circostanze non hanno motivo di giudicarci ma lo fanno e ci feriscono, senza accorgersi di quanto valore abbiamo al di là delle loro imperfette percezioni.

Siamo tutti sulla stessa barca

Possiamo provare tante emozioni ma quando siamo troppo severi nei nostri stessi confronti ci chiudiamo in una corazza e speriamo che nessuno ci venga a trovare. Così, iniziamo ad essere severi anche con gli altri, sopratutto se ci ricordano parti di noi su cui abbiamo scelto di “non fare attenzione”. Allora, chiudiamo i ponti e smettiamo di esprimerci liberamente.

In poche parole, smettiamo di SENTIRCI LIBERI.

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Imparariamo ad accettarci senza smettere di migliorarci.

Dobbiamo lavorare su noi stessi e acquisire consapevolezza per le nostre emozioni.

“Perché ho vergogna? Perché non voglio parlare di questo col capo? Perché non riesco a dire ciò che penso? Perché non ho ancora realizzato il mio sogno? Perché ho fatto questa scelta? Perché?”

Basta col dire “IO SONO COSÌ “

Noi non siamo “così e basta”, maturiamo fisicamente e psicologicamente di continuo e cambiamo attraverso le nostre esperienze e conoscenze; questa è la crescita personale.

Smettere di dare peso ai giudizi delle persone che non conosciamo

Ultimo step per liberarci dalla paura dei giudizi altrui è forse il più semplice da capire e il più difficile da applicare nella realtà.

Quanto ci condizionano i pensieri degli estranei? Di coloro che non sanno nulla di noi e che rivedono nella nostra persona chissà quale proiezione della loro vita e della loro personalità? Quante volte siamo succubi di pregiudizi senza fondamenta? 

Eppure, siamo noi a valutare come importanti le loro parole tanto da condizionarci. Infatti ci rimaniamo ancora più male quando pensiamo che, anche solo in parte, abbiano ragione.

Non è del loro giudizio che dovrebbe importarci, ma del nostro.

Se questo è , tutto sommato, positivo, sarà facile pensare “Il suo giudizio non conta perchè essa non mi conosce affatto”.

E se è un giudizio estetico quello di cui abbiamo timore, forse dovremo impegnarci a cambiare la visione che abbiamo di noi stessi prima di voler cambiare quella altrui.

Non possiamo cambiare tutto, ma punto di vista sì, sempre.

Anche quando nulla ci sembra andare bene, noteremo chec’è sempre qualcosa di cui siamo fieri ma dobbiamo essere bravi a coglierla.

Spero che queste parole possano aiutarti nel tuo personale cammino fino al raggiungimento dei tuoi sogni, che sono lì , proprio al di là della paura dei giudizi e pregiudizi degli altri.

Ricorda che per quanto possano contare le parole delle persone che ti vogliono bene, nessuno ha vissuto la tua vita e capito le tue emozioni tanto quanto te.

Hai tutto il diritto di fare le TUE scelte al di là dei LORO giudizi, sempre.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto fra di noi.

Voci interiori

Quanto ascoltiamo noi stessi?

Con questo articolo capirai:

  • Come migliorare la comunicazione e l’ascolto interiore
  • Perché porre attenzione ai condizionamenti esterni
  • Il valore delle emozioni

Piacere di incontrarti, sono Fra. Oggi cercherò di comunicare con te attraverso le mie parole, quelle che in questo momento la tua “vocina” interiore sta leggendo ad alta voce nella tua mente.

Voglio parlare proprio di lei, e di quanto tu la stia a sentire!

È, a mio avviso, assolutamente fantastico che l’essere umano sia capace di interiorizzare la propria voce, pensare, e comunicare con se stesso e gli altri. E comunichiamo non solo attraverso la nostra voce, ma con il corpo, coi gesti, con la mimica facciale, con la nostra postura, con la prossemica!

Non possiamo non comunicare.

 Attraverso il linguaggio verbale e non verbale parliamo agli altri di noi stessi, trasmettendo messaggi, informazioni ed emozioni che talvolta possono essere protagonisti dei cosidetti fraintendimenti.

Spesso diciamo che questi “errori” nelle comunicazioni sono dovuti al fatto che l’altro non ci sta prestando attenzione, ma in realtà sono davvero tante le interferenze che possono portare a incomprensioni: errori di decodifica delle informazioni, contesto emotivo compromesso, linguaggio ermetico e ambivalente!

In sostanza, avviene una comunicazione che risulta “disturbata” e poco efficace.

Non credo vi sorprenderà sapere che questi fraintendimenti hanno luogo, anche e soprattutto, all’interno di noi stessi.

Ecco che mi trovo a dover chiamare in causa uno dei concetti più significativi per me ; l’ascolto.

In questo caso facciamo riferimento proprio all’ Ascolto Interiore, ma cosa dobbiamo ascoltare? A cosa dobbiamo prestare attenzione?

In questo articolo parlerò di “Voci Interiori” per alludere proprio al tipo di comunicazione che attuiamo con gli altri, ma all’interno di noi stessi. Ecco che diveniamo sia soggetto che oggetto di comunicazione del nostro dialogo interiore.

Ebbene sì, sappiamo che dentro di noi avvengono molteplici comunicazioni e connessioni tra le nostre cellule, i nostri neuroni etc. Per semplificare il discorso vi invito a pensare che il nostro corpo e la nostra mente si scambiano di continuo messaggi e informazioni, basti pensare al dolore!

Quante volte abbiamo sbattuto il mignolo nello stipite della porta e abbiamo capito che probabilmente ci saremmo potuti fare seriamente male, e che non era cosa buona e giusta? Quante volte il nostro corpo ci fa capire i suoi limiti e le sue peculiari fragilità attraverso il dolore?

Eppure, ora che vi ho fatto riflettere con questo esempio, vi invito a pensare a quante volte avete sperimentato su voi stessi un diffuso senso di malessere senza riuscire a capirne la causa scatenante e avete chiesto a Google di diventare il contenitore emotivo delle vostre preoccupazioni?

Ottimo, siamo tutti nella stessa barca, il problema è che navighiamo in mari diversi, il nostro!

Purtroppo, siamo arrivati a livelli tali di dissociazione da noi stessi che spesso non siamo nemmeno capaci di percepire un male finché non diventa troppo pesante da sopportare, altrimenti, semplicemente lo ignoriamo.

 Stiamo trascurando noi stessi.

 Stiamo evitando di porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo dentro, non solo a livello fisico e corporale, ma a livello emotivo!

Capite quanto sia importante allenarsi all’ascolto interiore? Ma da dove iniziare?

Partiamo dalle voci interiori più superficiali, quelle presenti ad ogni scelta che facciamo, quelle che parlano la nostra stessa lingua. Sto parlando di quelle voci che abbiamo interiorizzato dalla nostra cultura e dapprima dalla nostra educazione genitoriale. Quelle vocine sempre presenti nel giudicare giuste o sbagliate le nostre azioni, quelle che ci spingono verso determinati obiettivi scartandone altri, quelle stesse voci che spesso ci giudicano, che ci portano a confrontarci eccessivamente con gli altri, che ci dicono :“Non puoi farcela”, “Non sei abbastanza…”.

Come dicevo, siamo tutti nella stessa barca.

È normale che in questa epoca all’insegna dei social, così severa, con questi standard di bellezza indecenti, e la smania diffusa di volere sempre di più ed essere sempre i migliori in tutto, abbiamo iniziato a interiorizzare questi messaggi e lo abbiamo fatto prestandogli una voce, la nostra.

Dobbiamo partire da loro che sono le più grandi interferenze per quanto riguarda l’ascolto delle nostre reali necessità.

Riconoscerle è il primo passo per togliere loro quel potere che noi stessi gli abbiamo dato.

Dopo aver accuratamente posto in discussione ogni concezione interna legata a questa dimensione, non ci resta che addentrarci all’interno di un mondo ancora più nascosto ma onnipresente all’interno di noi stessi, il mondo delle emozioni!

Lo sapevate che il cervello “razionale”, tipico dell’essere umano, si è evoluto esteriormente al sistema limbico, guarda caso quello riguardante la sfera emotiva, e al cosiddetto cervello “rettiliano” più antico, sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome?

In poche parole, prima di essere animali logico-razionali, siamo degli animali emotivi!

È assurdo pensare di ascoltarci senza dar voce alle emozioni, fondamentali in ogni nostra scelta nella vita e così presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Da oggi provate ad accorgervene.

Sono sempre lì, nella nostra pancia, nella nostra testa, e ce ne accorgiamo solo quando stiamo male e siamo “stressati”, ma loro sono li anche quando stiamo bene, semplicemente non ce ne occupiamo!

Nel prossimo articolo parlerò di “Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri” perché questo meraviglioso viaggio che riguarda noi stessi e l’ascolto della nostra intimità ha mille strade e intrecci e dobbiamo essere pronti, allenati e attenti nel dare voce, la nostra voce, a ciò che abbiamo dentro.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.