Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Un mare di opportunità!

Peseguire i propri obiettivi

Quanti di noi ci perdiamo tra il dire e il fare, e perchè?

Mi sono sempre chiesta se fosse normale vivere ad “ondate”, con momenti in cui ci si sente invincibili ed altri in cui si molla tutto, in un istante.

Sì, è normale. Ma non dobbiamo cedere all’abitudine e alla pigrizia che ci esorta a stare fermi e goderci la fiacchezza delle nostre giornate.

Personalmente sono una persona molto attiva ma dentro di me mi sento fin troppo fiacca. Così come prendo decisioni, sono capace di lasciarle andare e farmi sfuggire quei successi che erano proprio lì, davanti ai miei occhi.

Oggi, con l’aiuto della scrittura e della parola, ho deciso di scendere a fondo in questa storia, con la speranza di disegnare una mappa, una via, che spinga anche voi lettori al di là di quella che chiameremo Pigrizia Mentale.

Idee

Iniziamo con l’analizzare il modo in cui ciascuno di noi dovrebbe prendere una qualsiasi decisione. A mio avviso è bene partire da dentro, dal profondo, e ancora una volta lasciarci guidare dalle emozioni e dall’intuito, fino a rendere queste volontà delle “Idee”. Ciò è possibile tramutando in parole i propri desideri e perchè no, le proprie necessità.

Abbiamo parlato in passato dei nostri bisogni primari e secondari, sarà utile darci una sbirciata: https://www.fradinoi.com/2020/09/01/il-presente-e-per-sempre-scopri-di-cosa-hai-bisogno-ora/

Ovviamente le idee possono nascere in noi in modo spontaneo, mentre altre volte ci servono degli stimoli affini a noi stessi. Ecco perchè per questo punto vi consiglio di dialogare tanto con gli altri, di leggere una marea di libri, vedere film, serie tv, giocare ai videogiochi! Con la giusta attenzione e un pizzico di creatività saremo capaci di ritrovarci in un attimo con tante idee in mente, lì pronte ad essere trasformate in realtà.

Valutazione e organizzazione delle idee

Ovviamente non tutte le nostre idee saranno vincenti e super efficienti. Ce ne saranno alcune davvero pessime e altre dannose! Bisognerà fare una scrematura e “usare il cervello” come si suol dire; spremere le meningi per lasciar parlare la parte più razionale della nostra mente. Dovremo essere capaci di trasportare idealmente queste idee dal piano “immaginario” a quello “reale”.

In questa fase si avranno spesso dubbi e ripensamenti ma l’importante è non cedere, non bloccare le idee ma migliorarle ed evolverle. Bisognerà quindi organizzarle secondo i propri principi e priorità del momento, “contestualizzarle” e renderle infine operative.

Per fare una buona azione abbiamo bisogno, prima di tutto, di una buona idea.

Azione !

Queste idee purtoppo sono destinate a volare via se non le attuiamo sottoforma di azioni e comportamenti. Questa fase è forse la più difficile perchè ci vuole fiducia in se stessi e una buona dose di coraggio.

Questo è l’esatto momento in cui siamo chiamati a scendere in campo, metterci in discussione e sperimentarci attraverso le mille esperienze che faremo da quel momento in poi.

Quando prendi una decisione non puoi tornare indietro, puoi solo andare avanti o rimanere fermo, ma in quello stare fermo immagini tutto ciò che ti perdi nel non aver attuato quella idea. Proprio in questo modo la nostra vita si dirama attraverso gli istanti, i giorni e gli anni, trasformandosi in una somma di scelte e azioni che includono quelle che non abbiamo fatto… i nostri scorbutici amici rimpianti!

La cosa bella è che non importa quanto tempo un’ idea ci metta a nascere e quanto ci impieghi a tramutarsi in azione, conta il processo che avviene dentro di noi! È nel momento in qui le nostre forze si allineano ai nostri sogni che quell’idea diventa realtà.

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

-George Bernard Shaw

Prima di passare oltre vorrei soffermarmi su due aspetti.

1. Le nostre azioni e i nostri comportamenti sono da esempio per tutti coloro che abbiamo attorno, e spesso si comunica più con le proprie azioni che con le proprie parole. Quindi bisogna fare attenzione e prenderci cura di chi abbiamo vicino, con la consapevolezza che potremmo ispirare le altre persone così come potremmo ferirle. L’importante è essere più sinceri possibile, prima di tutto con se stessi.

2. Anche noi impareremo di più di noi stessi “facendo” piuttosto che “pensando di fare” perciò nel dubbio vi consiglio di provare a crederci fino in fondo.

Ultima fase: persistere o desistere

Una volta scesi in campo osserveremo il frutto delle nostre azioni.

Potremmo così trarne delle conclusioni: continuare in quel modo, cambiare strategia o smettere e passare oltre. In questa fase c’è bisogno di essere attivi più che mai, perchè solitamente dopo aver speso tutte le proprie energie nell’ideazione, nella valutazione e nell’azione ci si rilassa, troppo!

Infatti, è proprio in questa fase che io sono solita abbassare la guardia. A volte mi dimentico di continuare un progetto solo perchè mi sento di averlo già raggiunto, quando in realtà sono ancora agli inizi. Altre volte pecco di ottimismo o al contrario mi do subito per “vinta” alla prima difficoltà, senza rendermi conto che ho guadagnato più di quanto ho perso.

Ne è un esempio lampante questo blog, nato da un’idea sfuggente che un bel giorno ho scelto di tramutare in realtà. All’inizio ero super fomentata, poi ho iniziato ad attuare un piano ben preciso finchè…è successo! Mi sono detta “Lo faccio domani” e quel domani si è tramutato in “il mese prossimo” o ancora “alla prossima idea”.

Sono certa che capite di cosa sto parlando e di quanto sia frustrante rendersi conto di aver perso contro la propria “pigrizia mentale”.

Se oggi sono qui è perchè ho deciso di guardare le cose per come stanno, di fare un passo indietro e rivedere il mio “Piano d’ azione”; L’idea è meravigliosa, il mezzo l’ho trovato, le azioni le sto compiendo, non mi resta che evolvere il mio progetto e persistere!

Conclusioni

Quando l’idea è forte e la motivazione è sincera non ci sono scuse che possano tenere. Ognuno di voi guardi dentro di sè e veda la verità, solo così potrete rendervi conto di dover “aggiustare il tiro” delle vostre azioni e così migliorarvi.

Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, non ci resta che imparare a nuotare!

Questo è un blog di crescita personale, la vostra e ma anche la mia.

“Fra di noi” perchè è da qui che possiamo partire, dall’abbraccio della nostra unione e la forza dei nostri pensieri!

Con la speranza di aver scritto parole che possano risuonare in te,

Non aver paura di dire la tua, resta tutto fra di noi.

Basta avere paura del giudizio altrui!

x Giudizio altrui x

L’apparire e l’essere sono due cose distinte, ma in un certo qual punto coincidono. Che sia una foto condivisa sui social o la prima impressione che diamo, giudichiamo e siamo giudicati continuamente.

Non è sempre semplice trasmettere ciò che si è, ciò che si pensa. Non è facile “farsi capire” ed esprimersi al meglio. E non è roba da poco farsi un’idea su una persona, una situazione o un concetto.

Ciò che fa la differenza è l’attenzione che si impiega a valutare la realtà. Eppure, ciò che conta di più è di certo il giudizio che abbiamo di noi stessi.

Leggi anche: https://www.fradinoi.com/2020/10/05/acqua-come-origine-risorsa-vita-e-rinascita/

Da cosa nasce il giudizio e perché ci fa paura?

Giudizio e Pregiudizio

Il pregiudizio è “un’opinione preconcetta, capace di far assumere atteggiamenti ingiusti specialmente nell’ambito del giudizio e dei rapporti sociali”.

Il rischio è quello di “non spingersi oltre” e generalizzare il proprio pensiero creando rigidità mentale. La chiusura e la convinzione sono i nostri peggiori nemici e creano situazioni spiacevoli e fraintendimenti che minano la nostra autostima e autoefficacia.

Il giudizio invece viene inteso come “La capacità individuale di valutare o definire”. 

È normale farsi delle idee riguardo le cose, i fatti, le persone, basandosi sulla propria esperienza e capacità di comprensione del mondo e dell’altro.

Il problema sta nel modo e nei motivi per cui questi giudizi vengono espressi.

Quando questi minano o condizionano negativamente l’altro, la sua immagine e la sua dignità, significa che qualcosa sta sfuggendo di mano. In questi casi sarebbe meglio chiedersi “Sono vittima o carnefice, o entrambi?”

Leggi anche: https://www.fradinoi.com/2020/09/20/liberta-autonomia-e-possibilita-basteranno-a-farci-sentire-liberi-scoprilo-subito-e-dimmi-la-tua/

Esprimere giudizi

Quando esprimerci? Come? Perchè?

Credo dipenda da tante variabili.

Bisogna considerare il contesto, l’ambiente esterno tanto quanto quello interno, i sentimenti le emozioni dell’altro, il ruolo che si possiede in una determinata situazione, il motivo che ci spinge a parlare…

Il punto è rispettare gli altri, sempre e comunque. Bisogna capire che fondamentalmente non siamo tutti uguali e ciò che “va bene” a noi non è detto che vada bene anche agli altri.

Oggi possiamo assistere a un impoverimento del dialogo e dello scambio verbale di idee nell’ambito delle relazioni. C’è difficoltà nel comprendersi a vicenda e poca voglia e tempo di farlo.

La superficialità con cui viviamo certe situazioni e ci esprimiamo non porta alla fine a soddisfare i nostri più grandi bisogni: comprensione, sicurezza, sostegno emotivo e relazioni affidabili.

La paura del giudizio

Se uniamo a tutti questi fattori la fragilità nei nostri stessi confronti e la poca autostima, il timore di non essere socialmente accettati, capiremo che la paura del giudizio altrui condiziona molto le nostre vite.

La paura mina le nostre scelte, le nostre azioni, i nostri comportamenti e influenza la percezione personale e l’immagine mentale che abbiamo circa noi stessi.

Come smettere di aver paura?

La soluzione non è “fregarsene” ma valutare che peso dare ai giudizi altrui, primaditutto distinguendoli dai pregiudizi, e in secondo luogo in base a quanto una persona conta per noi.

Quando ci sentiamo feriti, fraintesi, o peggio umiliati, possiamo sperimentare vergogna verso noi stessi ed è per questo che dobbiamo partire dal nostro giudizio su noi stessi.

Valorizzando i nostri punti di forza e cercando le vulnerabilità personali riusciremo ad accogliere i nostri difetti senza sottovalutare i nostri pregi.

Riconoscersi imperfetti e fragili sarà sempre la nostra forza maggiore.

Siamo umani e non dobbiamo avere vergogna di noi stessi ma di quanto siano miopi le persone che in talune circostanze non hanno motivo di giudicarci ma lo fanno e ci feriscono, senza accorgersi di quanto valore abbiamo al di là delle loro imperfette percezioni.

Siamo tutti sulla stessa barca

Possiamo provare tante emozioni ma quando siamo troppo severi nei nostri stessi confronti ci chiudiamo in una corazza e speriamo che nessuno ci venga a trovare. Così, iniziamo ad essere severi anche con gli altri, sopratutto se ci ricordano parti di noi su cui abbiamo scelto di “non fare attenzione”. Allora, chiudiamo i ponti e smettiamo di esprimerci liberamente.

In poche parole, smettiamo di SENTIRCI LIBERI.

Leggi anche: https://www.fradinoi.com/2020/10/11/covid-19-tra-paura-e-speranza/

Imparariamo ad accettarci senza smettere di migliorarci.

Dobbiamo lavorare su noi stessi e acquisire consapevolezza per le nostre emozioni.

“Perché ho vergogna? Perché non voglio parlare di questo col capo? Perché non riesco a dire ciò che penso? Perché non ho ancora realizzato il mio sogno? Perché ho fatto questa scelta? Perché?”

Basta col dire “IO SONO COSÌ “

Noi non siamo “così e basta”, maturiamo fisicamente e psicologicamente di continuo e cambiamo attraverso le nostre esperienze e conoscenze; questa è la crescita personale.

Smettere di dare peso ai giudizi delle persone che non conosciamo

Ultimo step per liberarci dalla paura dei giudizi altrui è forse il più semplice da capire e il più difficile da applicare nella realtà.

Quanto ci condizionano i pensieri degli estranei? Di coloro che non sanno nulla di noi e che rivedono nella nostra persona chissà quale proiezione della loro vita e della loro personalità? Quante volte siamo succubi di pregiudizi senza fondamenta? 

Eppure, siamo noi a valutare come importanti le loro parole tanto da condizionarci. Infatti ci rimaniamo ancora più male quando pensiamo che, anche solo in parte, abbiano ragione.

Non è del loro giudizio che dovrebbe importarci, ma del nostro.

Se questo è , tutto sommato, positivo, sarà facile pensare “Il suo giudizio non conta perchè essa non mi conosce affatto”.

E se è un giudizio estetico quello di cui abbiamo timore, forse dovremo impegnarci a cambiare la visione che abbiamo di noi stessi prima di voler cambiare quella altrui.

Non possiamo cambiare tutto, ma punto di vista sì, sempre.

Anche quando nulla ci sembra andare bene, noteremo chec’è sempre qualcosa di cui siamo fieri ma dobbiamo essere bravi a coglierla.

Spero che queste parole possano aiutarti nel tuo personale cammino fino al raggiungimento dei tuoi sogni, che sono lì , proprio al di là della paura dei giudizi e pregiudizi degli altri.

Ricorda che per quanto possano contare le parole delle persone che ti vogliono bene, nessuno ha vissuto la tua vita e capito le tue emozioni tanto quanto te.

Hai tutto il diritto di fare le TUE scelte al di là dei LORO giudizi, sempre.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto fra di noi.

Voci interiori

Quanto ascoltiamo noi stessi?

Con questo articolo capirai:

  • Come migliorare la comunicazione e l’ascolto interiore
  • Perché porre attenzione ai condizionamenti esterni
  • Il valore delle emozioni

Piacere di incontrarti, sono Fra. Oggi cercherò di comunicare con te attraverso le mie parole, quelle che in questo momento la tua “vocina” interiore sta leggendo ad alta voce nella tua mente.

Voglio parlare proprio di lei, e di quanto tu la stia a sentire!

È, a mio avviso, assolutamente fantastico che l’essere umano sia capace di interiorizzare la propria voce, pensare, e comunicare con se stesso e gli altri. E comunichiamo non solo attraverso la nostra voce, ma con il corpo, coi gesti, con la mimica facciale, con la nostra postura, con la prossemica!

Non possiamo non comunicare.

 Attraverso il linguaggio verbale e non verbale parliamo agli altri di noi stessi, trasmettendo messaggi, informazioni ed emozioni che talvolta possono essere protagonisti dei cosidetti fraintendimenti.

Spesso diciamo che questi “errori” nelle comunicazioni sono dovuti al fatto che l’altro non ci sta prestando attenzione, ma in realtà sono davvero tante le interferenze che possono portare a incomprensioni: errori di decodifica delle informazioni, contesto emotivo compromesso, linguaggio ermetico e ambivalente!

In sostanza, avviene una comunicazione che risulta “disturbata” e poco efficace.

Non credo vi sorprenderà sapere che questi fraintendimenti hanno luogo, anche e soprattutto, all’interno di noi stessi.

Ecco che mi trovo a dover chiamare in causa uno dei concetti più significativi per me ; l’ascolto.

In questo caso facciamo riferimento proprio all’ Ascolto Interiore, ma cosa dobbiamo ascoltare? A cosa dobbiamo prestare attenzione?

In questo articolo parlerò di “Voci Interiori” per alludere proprio al tipo di comunicazione che attuiamo con gli altri, ma all’interno di noi stessi. Ecco che diveniamo sia soggetto che oggetto di comunicazione del nostro dialogo interiore.

Ebbene sì, sappiamo che dentro di noi avvengono molteplici comunicazioni e connessioni tra le nostre cellule, i nostri neuroni etc. Per semplificare il discorso vi invito a pensare che il nostro corpo e la nostra mente si scambiano di continuo messaggi e informazioni, basti pensare al dolore!

Quante volte abbiamo sbattuto il mignolo nello stipite della porta e abbiamo capito che probabilmente ci saremmo potuti fare seriamente male, e che non era cosa buona e giusta? Quante volte il nostro corpo ci fa capire i suoi limiti e le sue peculiari fragilità attraverso il dolore?

Eppure, ora che vi ho fatto riflettere con questo esempio, vi invito a pensare a quante volte avete sperimentato su voi stessi un diffuso senso di malessere senza riuscire a capirne la causa scatenante e avete chiesto a Google di diventare il contenitore emotivo delle vostre preoccupazioni?

Ottimo, siamo tutti nella stessa barca, il problema è che navighiamo in mari diversi, il nostro!

Purtroppo, siamo arrivati a livelli tali di dissociazione da noi stessi che spesso non siamo nemmeno capaci di percepire un male finché non diventa troppo pesante da sopportare, altrimenti, semplicemente lo ignoriamo.

 Stiamo trascurando noi stessi.

 Stiamo evitando di porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo dentro, non solo a livello fisico e corporale, ma a livello emotivo!

Capite quanto sia importante allenarsi all’ascolto interiore? Ma da dove iniziare?

Partiamo dalle voci interiori più superficiali, quelle presenti ad ogni scelta che facciamo, quelle che parlano la nostra stessa lingua. Sto parlando di quelle voci che abbiamo interiorizzato dalla nostra cultura e dapprima dalla nostra educazione genitoriale. Quelle vocine sempre presenti nel giudicare giuste o sbagliate le nostre azioni, quelle che ci spingono verso determinati obiettivi scartandone altri, quelle stesse voci che spesso ci giudicano, che ci portano a confrontarci eccessivamente con gli altri, che ci dicono :“Non puoi farcela”, “Non sei abbastanza…”.

Come dicevo, siamo tutti nella stessa barca.

È normale che in questa epoca all’insegna dei social, così severa, con questi standard di bellezza indecenti, e la smania diffusa di volere sempre di più ed essere sempre i migliori in tutto, abbiamo iniziato a interiorizzare questi messaggi e lo abbiamo fatto prestandogli una voce, la nostra.

Dobbiamo partire da loro che sono le più grandi interferenze per quanto riguarda l’ascolto delle nostre reali necessità.

Riconoscerle è il primo passo per togliere loro quel potere che noi stessi gli abbiamo dato.

Dopo aver accuratamente posto in discussione ogni concezione interna legata a questa dimensione, non ci resta che addentrarci all’interno di un mondo ancora più nascosto ma onnipresente all’interno di noi stessi, il mondo delle emozioni!

Lo sapevate che il cervello “razionale”, tipico dell’essere umano, si è evoluto esteriormente al sistema limbico, guarda caso quello riguardante la sfera emotiva, e al cosiddetto cervello “rettiliano” più antico, sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome?

In poche parole, prima di essere animali logico-razionali, siamo degli animali emotivi!

È assurdo pensare di ascoltarci senza dar voce alle emozioni, fondamentali in ogni nostra scelta nella vita e così presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Da oggi provate ad accorgervene.

Sono sempre lì, nella nostra pancia, nella nostra testa, e ce ne accorgiamo solo quando stiamo male e siamo “stressati”, ma loro sono li anche quando stiamo bene, semplicemente non ce ne occupiamo!

Nel prossimo articolo parlerò di “Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri” perché questo meraviglioso viaggio che riguarda noi stessi e l’ascolto della nostra intimità ha mille strade e intrecci e dobbiamo essere pronti, allenati e attenti nel dare voce, la nostra voce, a ciò che abbiamo dentro.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.