Dentro una tempesta chiamata Covid-19

La tempesta mi avvolge ma non mi spaventa

Vivere la Pandemia tra paura e speranza

Non è semplice vivere in questo momento storico. Avevamo sopravvalutato il potere dell’essere umano e convinti di sapere tutto, ci siamo ritrovati difronte i nostri più grandi limiti.

Adesso viviamo tra paura e speranza. Paura di rimanere sconfitti, di perdere la lotta alla vita e la speranza di vincere, in qualche modo, contro il Covid-19.

Abbiamo dovuto fare i conti con la natura, che col tempo ci siamo resi nemica attraverso l’arma della superficialità e dello spreco.

Esattamente; sprechiamo le nostre risorse e ci limitiamo a farci “i fatti nostri” come se il mondo non fosse parte di noi e noi parte di esso.

La nostra realtà è quella che respiriamo, viviamo, mangiamo e curiamo ogni giorno.

Le immagini che abbiamo dentro, le parole che crescendo abbiamo appreso, derivano da questo grande tutto che ci circonda e ci attraversa.

Forse mi direte che lo sapevate già. Forse penserete che stia dicendo l’ovvio, ed è proprio questo il punto. Queste sono percezioni che tutti possediamo ma che nessuno ha bene a mente nel momento in cui sceglie di compiere una qualsivoglia azione.

Questa pandemia è il risultato di comportamenti, avvenimenti e scelte di persone che hanno pensato prima di tutto a se stesse.

Adesso, che siamo “sopravvissuti”, viviamo tra la paura e la speranza, e siamo fragili e spavaldi.

Rispondiamo al terrore di stare male sottovalutando il rischio e sopravvalutando la nostra capacità di esserne immuni.

Eppure, dopo mesi estivi che ci hanno visti protagonisti di vacanze, viaggi e serate di assoluta allegria, sembra essere tornata la nuvola di passaggio chiamata “Covid-19″e non sembra voler passare in fretta.

Siamo dentro la tempesta e siamo infreddoliti e spaventati dal ricordo di una quarantena che ha gettato ombra sulle nostre esistenze, e speranzosi, su un piano immaginario, di tornare presto a vivere quell’allegria e tranquillità che abbiamo creduto potesse durare a lungo durante le nostre serate estive.

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Come dovremmo rispondere a tutto ciò?

È importante riuscire a trovare uno spazio tra la fragilità delle nostre emozioni e la spavalderia delle nostre azioni.

Bisogna guardare la realtà senza filtri, e per farlo dobbiamo prima di tutto prendere coscienza che il rischio diventa pericolo se noi non facciamo niente per proteggerci.

Tutto deve ripartire, ma non come se nulla fosse avvenuto.

Dobbiamo avere coscienza e riacquisire il potere delle nostre azioni. Dobbiamo comportarci consapevoli del rischio e per questo, prima dobbiamo accoglierlo.

Se io mi rifiuto di vedere la realtà, questa mi verrà a trovare nei sogni e arriverà più potente che mai.

Se io accolgo questa paura, se ne parlo con i miei amici e ci facciamo forza a vicenda, se mi rimbocco le maniche e mi comporto nel modo migliore possibile, non solo sarò la migliore versione di me stesso, ma riuscirò a scorgere il lato positivo della tempesta.

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Oltre il covid-19

C’è un lato positivo in tutto questo?

Come per tutto c’è qualcosa di davvero prezioso in tutta questa situazione.

Quanti di voi hanno dato una svolta alla propria vita?

Quanti di voi hanno riflettuto sulle proprie scelte attuali e hanno rivisto i propri comportamenti alla luce dei propri sentimenti?

Questa pandemia ci sta svegliando in direzione di una seconda vita.

Abbiamo immaginato e fantasticato la fine di tutto e siamo giunti alla conclusione che forse qualcosa non va nelle nostre vite e nelle nostre giornate.

Abbiamo avuto modo di osservare le dinamiche all’interno di noi stessi e nei nostri nuclei familiari, abbiamo capito chi ci è mancato davvero e chi non dava abbastanza valore alla nostra esistenza.

È in questo particolare momento storico che possiamo sperare in una rivoluzione.

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È adesso che dobbiamo agire! Ma in quale direzione?

Non c’è fretta, in questo viaggio all’insegna della crescita personale potrai darti del tempo e delle attenzioni affinché le tue scelte non siano le più veloci ma le più appropriate per la tua persona.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto fra di noi.

Voci interiori

Quanto ascoltiamo noi stessi?

Con questo articolo capirai:

  • Come migliorare la comunicazione e l’ascolto interiore
  • Perché porre attenzione ai condizionamenti esterni
  • Il valore delle emozioni

Piacere di incontrarti, sono Fra. Oggi cercherò di comunicare con te attraverso le mie parole, quelle che in questo momento la tua “vocina” interiore sta leggendo ad alta voce nella tua mente.

Voglio parlare proprio di lei, e di quanto tu la stia a sentire!

È, a mio avviso, assolutamente fantastico che l’essere umano sia capace di interiorizzare la propria voce, pensare, e comunicare con se stesso e gli altri. E comunichiamo non solo attraverso la nostra voce, ma con il corpo, coi gesti, con la mimica facciale, con la nostra postura, con la prossemica!

Non possiamo non comunicare.

 Attraverso il linguaggio verbale e non verbale parliamo agli altri di noi stessi, trasmettendo messaggi, informazioni ed emozioni che talvolta possono essere protagonisti dei cosidetti fraintendimenti.

Spesso diciamo che questi “errori” nelle comunicazioni sono dovuti al fatto che l’altro non ci sta prestando attenzione, ma in realtà sono davvero tante le interferenze che possono portare a incomprensioni: errori di decodifica delle informazioni, contesto emotivo compromesso, linguaggio ermetico e ambivalente!

In sostanza, avviene una comunicazione che risulta “disturbata” e poco efficace.

Non credo vi sorprenderà sapere che questi fraintendimenti hanno luogo, anche e soprattutto, all’interno di noi stessi.

Ecco che mi trovo a dover chiamare in causa uno dei concetti più significativi per me ; l’ascolto.

In questo caso facciamo riferimento proprio all’ Ascolto Interiore, ma cosa dobbiamo ascoltare? A cosa dobbiamo prestare attenzione?

In questo articolo parlerò di “Voci Interiori” per alludere proprio al tipo di comunicazione che attuiamo con gli altri, ma all’interno di noi stessi. Ecco che diveniamo sia soggetto che oggetto di comunicazione del nostro dialogo interiore.

Ebbene sì, sappiamo che dentro di noi avvengono molteplici comunicazioni e connessioni tra le nostre cellule, i nostri neuroni etc. Per semplificare il discorso vi invito a pensare che il nostro corpo e la nostra mente si scambiano di continuo messaggi e informazioni, basti pensare al dolore!

Quante volte abbiamo sbattuto il mignolo nello stipite della porta e abbiamo capito che probabilmente ci saremmo potuti fare seriamente male, e che non era cosa buona e giusta? Quante volte il nostro corpo ci fa capire i suoi limiti e le sue peculiari fragilità attraverso il dolore?

Eppure, ora che vi ho fatto riflettere con questo esempio, vi invito a pensare a quante volte avete sperimentato su voi stessi un diffuso senso di malessere senza riuscire a capirne la causa scatenante e avete chiesto a Google di diventare il contenitore emotivo delle vostre preoccupazioni?

Ottimo, siamo tutti nella stessa barca, il problema è che navighiamo in mari diversi, il nostro!

Purtroppo, siamo arrivati a livelli tali di dissociazione da noi stessi che spesso non siamo nemmeno capaci di percepire un male finché non diventa troppo pesante da sopportare, altrimenti, semplicemente lo ignoriamo.

 Stiamo trascurando noi stessi.

 Stiamo evitando di porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo dentro, non solo a livello fisico e corporale, ma a livello emotivo!

Capite quanto sia importante allenarsi all’ascolto interiore? Ma da dove iniziare?

Partiamo dalle voci interiori più superficiali, quelle presenti ad ogni scelta che facciamo, quelle che parlano la nostra stessa lingua. Sto parlando di quelle voci che abbiamo interiorizzato dalla nostra cultura e dapprima dalla nostra educazione genitoriale. Quelle vocine sempre presenti nel giudicare giuste o sbagliate le nostre azioni, quelle che ci spingono verso determinati obiettivi scartandone altri, quelle stesse voci che spesso ci giudicano, che ci portano a confrontarci eccessivamente con gli altri, che ci dicono :“Non puoi farcela”, “Non sei abbastanza…”.

Come dicevo, siamo tutti nella stessa barca.

È normale che in questa epoca all’insegna dei social, così severa, con questi standard di bellezza indecenti, e la smania diffusa di volere sempre di più ed essere sempre i migliori in tutto, abbiamo iniziato a interiorizzare questi messaggi e lo abbiamo fatto prestandogli una voce, la nostra.

Dobbiamo partire da loro che sono le più grandi interferenze per quanto riguarda l’ascolto delle nostre reali necessità.

Riconoscerle è il primo passo per togliere loro quel potere che noi stessi gli abbiamo dato.

Dopo aver accuratamente posto in discussione ogni concezione interna legata a questa dimensione, non ci resta che addentrarci all’interno di un mondo ancora più nascosto ma onnipresente all’interno di noi stessi, il mondo delle emozioni!

Lo sapevate che il cervello “razionale”, tipico dell’essere umano, si è evoluto esteriormente al sistema limbico, guarda caso quello riguardante la sfera emotiva, e al cosiddetto cervello “rettiliano” più antico, sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome?

In poche parole, prima di essere animali logico-razionali, siamo degli animali emotivi!

È assurdo pensare di ascoltarci senza dar voce alle emozioni, fondamentali in ogni nostra scelta nella vita e così presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Da oggi provate ad accorgervene.

Sono sempre lì, nella nostra pancia, nella nostra testa, e ce ne accorgiamo solo quando stiamo male e siamo “stressati”, ma loro sono li anche quando stiamo bene, semplicemente non ce ne occupiamo!

Nel prossimo articolo parlerò di “Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri” perché questo meraviglioso viaggio che riguarda noi stessi e l’ascolto della nostra intimità ha mille strade e intrecci e dobbiamo essere pronti, allenati e attenti nel dare voce, la nostra voce, a ciò che abbiamo dentro.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.