Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri.

Quanto peso diamo alle nostre emozioni?

Con questo articolo capirai:

  • Il potere delle emozioni su di noi
  • Come distinguere le emozioni e i sentimenti
  • Cos’è l’alfabetizzazione emotiva
  • Come accrescere l’Intelligenza emotiva

“Non dimentichiamoci che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo”

Vincent Van Gogh

Spesso gli artisti sono coloro che “vedono oltre le cose”, arrivando a trovare una parte di sé nel “tutto” e una parte del “tutto” in sé.

È proprio vero che le emozioni guidano le nostre scelte e orientano le nostre azioni, anche senza rendercene conto. Spesso condizionano la nostra vita più del dovuto, portandoci su strade tortuose e luoghi bui del nostro essere. Questo perché hanno molto potere su di noi e senza l’adeguata capacità di gestirle, ascoltarle ed elaborarle, si rischia di diventarne succubi.

Con questo articolo ci tengo a fornire informazioni concrete sul riconoscimento e la gestione delle proprie emozioni.

Siamo noi ad avere emozioni, non sono le emozioni ad avere noi.

Ma di cosa stiamo parlando?

Le emozioni, o esperienze emotive, potremmo paragonarle a filtri speciali con cui percepiamo la realtà.

Paul Ekman ci parla di emozioni primarie per parlare di quelle emozioni universali, ossia riscontrabili in ogni popolazione della terra, quali:

rabbia – paura – tristezza – gioia – sorpresa – disprezzo – disgusto.

Queste, combinandosi tra loro, e attraverso lo sviluppo evolutivo, culturale ed esperienziale, andrebbero a costituire le emozioni più complesse, dunque secondarie, quali:

allegria – invidia – vergogna – ansia – gelosia -rassegnazione – speranza – perdono – offesa – delusione – rimorso – nostalgia.

OK, direte. Non sembra complicato, ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare tali emozioni, il problema sorge allorché noi queste emozioni le percepiamo attraverso i nostri stessi filtri, e le trasformiamo in veri e propri stati d’animo comunemente chiamati sentimenti.

Non basta provare emozioni, bisogna saperle decifrare e dare loro il giusto nome e il giusto peso all’interno delle diverse situazioni in cui ci ritroveremo ad affrontarle nella nostra vita!

Questo processo di alfabetizzazione emotiva è fondamentale per riuscire a capire noi stessi e, di conseguenza, imparare a capire anche gli altri.

Ebbene sì, non possiamo comprendere adeguatamente un’altra persona senza rivolgere dapprima il nostro sguardo all’interno di noi stessi.

É giunta l’ora di chiudere gli occhi e di riflettere, rallentare un attimo e chiedersi: “Cosa sento? Come sto?”.

Inizialmente non sarà facile ma sappiate che ne vale la pena, questa capacità in effetti ha un nome e può essere allenata, stiamo parlando di Intelligenza Emotiva.

La I.E. è proprio l’insieme delle capacità che ci permettono di “vedere oltre”, di cogliere il di più della somma delle parti, di anticipare la ricaduta emotiva delle nostre azioni e di migliorare il dialogo interiore con le nostre stesse emozioni, incasellandole all’interno dei giusti vocaboli e infine trasformarle.

Questo tipo di lavoro non solo provoca enormi benefici a noi stessi e al nostro benessere, ma attraverso questo percorso si va a lavorare sulle capacità empatiche che ci aiuteranno ad affrontare le relazioni significative della nostra vita e ne beneficeranno anche gli altri che ci stanno attorno.

Passo dopo passo, imparerai a distinguere meglio fra di loro le emozioni che provi e i tuoi sentimenti appariranno più chiari a te stesso; discernerai la rabbia dalla paura, la tristezza dalla preoccupazione, la felicità dalla sorpresa e riuscirai a capire più facilmente i motivi per cui ti senti in un determinato modo, diventando padrone delle tue emozioni, dunque delle tue azioni, quindi della tua vita.

Il mio invito è che tu possa vivere tante esperienze e tante emozioni con l’atteggiamento di chi si rispetta e vuole farsi del bene. Ti invito a lasciare da parte certe convinzioni che hai di te stesso, di non essere severo ma accogliente. Ti invito infine a partire dal corpo, da ciò che senti nella pancia, e ad elaborare tutto ciò che senti attraverso la creatività e l’arte, mediatori dei nostri vissuti emotivi.

Non aver paura di stare male, conceditelo.

Per Moira Mikolajczak le tappe dell’I.E. sono le seguenti:

riconoscimento – comprensione – espressione – controllo – sfruttamento.

Dunque, anche le emozioni negative possono essere capite, espresse e trasformate diventando veri e propri serbatoi di motivazione che oltre ad aiutarti a capire i tuoi punti deboli e limiti su cui concentrarti maggiormente, aiutano a dirigere lo sguardo su ciò che desideri cambiare nella tua vita!

Ciò che hai dentro e la tua più grande risorsa, fare spazio dentro di te significa essere pronto ad accogliere l’altro.

Nel prossimo articolo parlerò di “Il Presente è per sempre. Scopri di cosa hai bisogno ora!” in cui potrai leggere utili teorie e consigli per scoprire da dove cominciare questo viaggio di crescita.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.

Voci interiori

Quanto ascoltiamo noi stessi?

Con questo articolo capirai:

  • Come migliorare la comunicazione e l’ascolto interiore
  • Perché porre attenzione ai condizionamenti esterni
  • Il valore delle emozioni

Piacere di incontrarti, sono Fra. Oggi cercherò di comunicare con te attraverso le mie parole, quelle che in questo momento la tua “vocina” interiore sta leggendo ad alta voce nella tua mente.

Voglio parlare proprio di lei, e di quanto tu la stia a sentire!

È, a mio avviso, assolutamente fantastico che l’essere umano sia capace di interiorizzare la propria voce, pensare, e comunicare con se stesso e gli altri. E comunichiamo non solo attraverso la nostra voce, ma con il corpo, coi gesti, con la mimica facciale, con la nostra postura, con la prossemica!

Non possiamo non comunicare.

 Attraverso il linguaggio verbale e non verbale parliamo agli altri di noi stessi, trasmettendo messaggi, informazioni ed emozioni che talvolta possono essere protagonisti dei cosidetti fraintendimenti.

Spesso diciamo che questi “errori” nelle comunicazioni sono dovuti al fatto che l’altro non ci sta prestando attenzione, ma in realtà sono davvero tante le interferenze che possono portare a incomprensioni: errori di decodifica delle informazioni, contesto emotivo compromesso, linguaggio ermetico e ambivalente!

In sostanza, avviene una comunicazione che risulta “disturbata” e poco efficace.

Non credo vi sorprenderà sapere che questi fraintendimenti hanno luogo, anche e soprattutto, all’interno di noi stessi.

Ecco che mi trovo a dover chiamare in causa uno dei concetti più significativi per me ; l’ascolto.

In questo caso facciamo riferimento proprio all’ Ascolto Interiore, ma cosa dobbiamo ascoltare? A cosa dobbiamo prestare attenzione?

In questo articolo parlerò di “Voci Interiori” per alludere proprio al tipo di comunicazione che attuiamo con gli altri, ma all’interno di noi stessi. Ecco che diveniamo sia soggetto che oggetto di comunicazione del nostro dialogo interiore.

Ebbene sì, sappiamo che dentro di noi avvengono molteplici comunicazioni e connessioni tra le nostre cellule, i nostri neuroni etc. Per semplificare il discorso vi invito a pensare che il nostro corpo e la nostra mente si scambiano di continuo messaggi e informazioni, basti pensare al dolore!

Quante volte abbiamo sbattuto il mignolo nello stipite della porta e abbiamo capito che probabilmente ci saremmo potuti fare seriamente male, e che non era cosa buona e giusta? Quante volte il nostro corpo ci fa capire i suoi limiti e le sue peculiari fragilità attraverso il dolore?

Eppure, ora che vi ho fatto riflettere con questo esempio, vi invito a pensare a quante volte avete sperimentato su voi stessi un diffuso senso di malessere senza riuscire a capirne la causa scatenante e avete chiesto a Google di diventare il contenitore emotivo delle vostre preoccupazioni?

Ottimo, siamo tutti nella stessa barca, il problema è che navighiamo in mari diversi, il nostro!

Purtroppo, siamo arrivati a livelli tali di dissociazione da noi stessi che spesso non siamo nemmeno capaci di percepire un male finché non diventa troppo pesante da sopportare, altrimenti, semplicemente lo ignoriamo.

 Stiamo trascurando noi stessi.

 Stiamo evitando di porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo dentro, non solo a livello fisico e corporale, ma a livello emotivo!

Capite quanto sia importante allenarsi all’ascolto interiore? Ma da dove iniziare?

Partiamo dalle voci interiori più superficiali, quelle presenti ad ogni scelta che facciamo, quelle che parlano la nostra stessa lingua. Sto parlando di quelle voci che abbiamo interiorizzato dalla nostra cultura e dapprima dalla nostra educazione genitoriale. Quelle vocine sempre presenti nel giudicare giuste o sbagliate le nostre azioni, quelle che ci spingono verso determinati obiettivi scartandone altri, quelle stesse voci che spesso ci giudicano, che ci portano a confrontarci eccessivamente con gli altri, che ci dicono :“Non puoi farcela”, “Non sei abbastanza…”.

Come dicevo, siamo tutti nella stessa barca.

È normale che in questa epoca all’insegna dei social, così severa, con questi standard di bellezza indecenti, e la smania diffusa di volere sempre di più ed essere sempre i migliori in tutto, abbiamo iniziato a interiorizzare questi messaggi e lo abbiamo fatto prestandogli una voce, la nostra.

Dobbiamo partire da loro che sono le più grandi interferenze per quanto riguarda l’ascolto delle nostre reali necessità.

Riconoscerle è il primo passo per togliere loro quel potere che noi stessi gli abbiamo dato.

Dopo aver accuratamente posto in discussione ogni concezione interna legata a questa dimensione, non ci resta che addentrarci all’interno di un mondo ancora più nascosto ma onnipresente all’interno di noi stessi, il mondo delle emozioni!

Lo sapevate che il cervello “razionale”, tipico dell’essere umano, si è evoluto esteriormente al sistema limbico, guarda caso quello riguardante la sfera emotiva, e al cosiddetto cervello “rettiliano” più antico, sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome?

In poche parole, prima di essere animali logico-razionali, siamo degli animali emotivi!

È assurdo pensare di ascoltarci senza dar voce alle emozioni, fondamentali in ogni nostra scelta nella vita e così presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Da oggi provate ad accorgervene.

Sono sempre lì, nella nostra pancia, nella nostra testa, e ce ne accorgiamo solo quando stiamo male e siamo “stressati”, ma loro sono li anche quando stiamo bene, semplicemente non ce ne occupiamo!

Nel prossimo articolo parlerò di “Emozioni. Riconoscerle per capire se stessi e gli altri” perché questo meraviglioso viaggio che riguarda noi stessi e l’ascolto della nostra intimità ha mille strade e intrecci e dobbiamo essere pronti, allenati e attenti nel dare voce, la nostra voce, a ciò che abbiamo dentro.

Non aver paura di dire la tua, resta tutto Fra di noi.